Sette consigli su come ingannare la voglia di viaggiare stando a casa

Per placare la fame di viaggi e sognare un po’ a occhi aperti, per fortuna, ci sono delle soluzioni.Per placare la fame di viaggi e sognare un po’ a occhi aperti, per fortuna, ci sono delle soluzioni.

Il 2020 non è sicuramente l’anno ideale per i vagabondi. Nulla vi vieta però di incanalare la Wanderlust impegnando la mente con altri passatempi, od organizzando alla perfezione il prossimo viaggio!

Per placare la fame di viaggi e sognare un po’ a occhi aperti, per fortuna, ci sono delle soluzioni. Continuate nella lettura e seguite i nostri consigli per ingannare quel desiderio di andare altrove, oltre il proprio mondo: la ricerca di esotismo, scoperta e viaggio che i tedeschi chiamano Wanderlust, da wandern (vagare, errare) e Lust (desiderio).

Scegliete, prima ancora della destinazione, i vostri compagni di viaggio.

Un buon amico, oppure una persona che volete conoscere meglio e non necessariamente esperta in questo campo. Dicono che il viaggio sia in ognuno di noi, quindi perché non mettere questo detto alla prova? La meta spesso è secondaria alla compagnia che si sceglie per partire.

Siccome i tempi non sono ancora sicuri per prenotare un volo o chiedere il visto per un Paese straniero, meglio concentrarsi sulle fasi preliminari e pianificare successivamente il resto della vostra prossima esperienza – a prova di colpi di sfortuna.

Approfittando del periodo di fermo, una buona idea sarebbe frequentare un corso di fotografia online. Esercitarsi a casa a discapito di amici e parenti con qualche click amatoriale servirà a condividere dei ricordi nei mesi successivi, magari per usarli come piccoli presenti natalizi: in questo modo, quando sarete “sul campo” riuscirete a fissare nel tempo dei momenti speciali, senza sprecare il tempo in pose poco efficaci e sfruttando luce e condizioni a vostro vantaggio.

Se invece padroneggiate già l’arte della fotografia, non accontentatevi di un archivio digitale: stampate e organizzate i vecchi scatti.

Che siano appesi, ordinati in uno scrapbook o assemblati a mo’ di collage, l’importante è che i vostri ricordi restino conservati per il futuro, per tramandarli alle generazioni più giovani o per rispolverarli tutti insieme!

È la prima volta che programmate un’uscita sotto le stelle e non siete attrezzati? Iscrivetevi a qualche forum di amanti del trekking e fatevi dare dei consigli su dove acquistare un sacco a pelo.

Se non siete sicuri che l’alpinismo faccia per voi, vi consigliamo un modello versatile per viaggiare in diversi momenti dell’anno: quelli di questo tipo si chiamano “tre stagioni” e si adeguano bene al meteo incerto e alle escursioni in diversi periodi dell’anno. Con lo stesso principio, sistemate il vostro guardaroba in modo che sia funzionale agli spostamenti: prediligete l’efficienza e la comodità all’estetica, soprattutto se l’obiettivo è partire all’avventura. Gli abiti “zip-off” sono i migliori amici di chi sfida il clima ballerino, perché consentono di affrontare temperature torride o rigide con un semplice colpo di cerniera, sfoderando l’imbottitura di una giacca o trasformando dei pantaloni lunghi in comodi bermuda.

Un altro modo per non farsi cogliere alla sprovvista è memorizzare i rudimenti del Pronto Soccorso e imparare ad usare un kit d’emergenza. Viaggiatore informato, mezzo salvato.

Se tutti questi passaggi sono stati superati e il nostro viaggiatore è un tipo preparato, possiamo soltanto consigliare una lettura.

Preparate la vostra mente con il libro giusto. Consigliamo due libri: la testimonianza di un “pellegrinaggio insolito” dalla penna del grande giornalista e scrittore Tiziano Terzani, Un indovino mi disse, e il libro dal quale è stato tratto il celebre film Into the Wild, intitolato Nelle Terre Estreme nella versione italiana. 

Il primo è una scoperta del senso del divino, del destino, della logica e della magia del viaggio lento; l’altro invece parla della sfortunata fuga dalla civiltà di Christopher McCandless, famoso per essersi lanciato in un’avventura al limite dell’estremo, purtroppo senza uscirne vivo.  Tipi diversi di viaggio e diverse motivazioni alla ricerca di se stessi, dentro se stessi e fuori dalla società.

Fa al caso di chi sta cercando di programmare il viaggio con la V maiuscola.